Dynasty siriana

Il regime siriano sta collassando dall’interno, il premier riesce a scappare sotto gli occhi degli sgherri del presidente Assad, e sì che era un sorvegliato speciale, e il rais compare in tv, “Ripulirò il paese dai terroristi”, l’ennesima finzione a mascherare una repressione senza fine: l’esercito del regime perde pezzi e la sua ferocia resta immutata. Ma le crepe sono diventate così visibili che tutti, dai russi agli americani agli iraniani, hanno piani pronti per il post Assad.
19 AGO 20
Immagine di Dynasty siriana
Il regime siriano sta collassando dall’interno, il premier riesce a scappare sotto gli occhi degli sgherri del presidente Assad, e sì che era un sorvegliato speciale, e il rais compare in tv, “Ripulirò il paese dai terroristi”, l’ennesima finzione a mascherare una repressione senza fine: l’esercito del regime perde pezzi e la sua ferocia resta immutata. Ma le crepe sono diventate così visibili che tutti, dai russi agli americani agli iraniani, hanno piani pronti per il post Assad. Ce li hanno anche i paesi della regione, quelli che hanno finanziato l’opposizione sul terreno, quelli che li hanno armati, la faccia “leading” del “behind” americano: il Qatar e il regno saudita soprattutto. Le loro strategie non coincidono, ma c’è un’importante convergenza da sottolineare, e si chiama Manaf Tlass.
Manaf Tlass è il disertore più famoso di Siria: era il migliore amico di Assad (a dire il vero nasceva come amico del fratello grande di Bashar, il prediletto di papà Basil, che avrebbe dovuto prendere il potere se non fosse morto in un incidente sulla strada per l’aeroporto mentre guidava la sua Mercedes) ma all’inizio di luglio ha deciso di passare dalla parte dei ribelli, inorridito dagli scempi del regime. Sunnita, l’aria da playboy, la passione per i sigari e per le vacanze in Costa Azzurra, figlio di uno dei più stretti collaboratori del padre di Bashar, Manaf è scappato a Parigi, dove si stava preparando il grande piano saudita-siriano, in salsa francese.
Nelle dynasty siriane c’è un elemento ricorrente: il potere delle donne. La first lady siriana Asma è la rappresentante glamour e terrificante della femminilità che si macchia di sangue senza rinunciare ai tacchi alti, ma si sa che nella famiglia Assad la regina-regista è la sorella di Bashar, Bushra. Anche per i Tlass il perno è una sorella, la sorella maggiore di Manaf, Nahida, la prima a lasciare Rastan, nella regione di Homs, per andare a Parigi, negli anni Ottanta. Se c’è una persona generalmente odiata, in Siria e dintorni, è lei: Nahida Tlass. Ogni ricostruzione che la riguarda è antipatizzante, forse perché rappresenta il tipico esule che fa la bella vita a Parigi e da lì pretende di cambiare la Siria, come accade con l’altra grande dinastia sunnita siriana, molto presente a Parigi, quella dei Khaddam (nel 2005, nel mezzo di un mai compreso golpe di palazzo, il vicepresidente siriano Abdel Halim Khaddam scappò a Parigi, creando una frattura nella già fratturata famiglia Assad).
Nahida Tlass ha 53 anni, è nata ad Aleppo ma ha passato molto tempo nelle terre di famiglia a Rastan, si sa che è diventata ricca grazie agli affari di suo marito, un siriano-saudita diventato milionario vendendo armi francesi alla casa reale saudita (pare che prendesse una commissione pari al 7 per cento, e che tutti lo sapessero, ma è una voce che di recente ha messo in giro la tv di Hezbollah, che detesta i Tlass). Il marito è morto presto e la vedova si è buttata nella mondanità parigina. Libération pubblicò uno scoop durante la presidenza Mitterrand sulla relazione tra Nahida e l’allora ministro degli Esteri Roland Dumas, conosciuto come “l’amico degli arabi”, che di recente ha intentato causa contro l’ex presidente Nicolas Sarkozy accusandolo di crimini contro l’umanità per la campagna di Libia.
Nahida e Dumas finirono in uno scandalo per i finanziamenti che lei – pare – aveva dato alla campagna elettorale di lui, con Dumas che gridava al complotto americano-sionista a suo danno. Quella storia finì, ma Nahida rimase ben salda nei salotti di Parigi, pure se lo stesso Monde l’ha definita “una delle persone più ambigue” di questi salotti siriano-francesi. Pare che le feste a casa sua per anni siano state le più sfarzose della capitale, e che l’ex premier Dominique de Villepin abbia festeggiato i suoi cinquant’anni con al tavolo la bella Nahida. Tutti ricordano soprattutto le grandi donazioni che la signora elargiva con generosità a musei e organizzazioni culturali della città. A un certo punto della vita di Nahida le ricostruzioni si fanno complottarde e vaghissime: soltanto i media mediorientali che parteggiano per il regime siriano danno ampio spazio alle cronache amorose di Nahida con “il sionista” Franz-Olivier Giesbert. Ma la vita privata di Nahida non è così importante: importante è che da Parigi la sorella di Manaf abbia aiutato a tessere la trama che oggi porta al grande piano saudita che vuole Manaf Tlass come leader dell’opposizione al regime di Assad.
Oggi Manaf è a Riad e la casa reale saudita controlla ogni sua dichiarazione. Ha parlato soltanto due volte e soltanto a media sauditi, dicendo: “Proverò e cercherò di dare tutto il mio aiuto per unire il popolo siriano fuori e dentro la Siria in modo che si possa creare una roadmap per uscire dalla crisi, che ci sia o no un posto per me”. Ma sul suo futuro non c’è chiarezza, per due ragioni: la prima è che è piuttosto difficile che i ribelli possano davvero fidarsi del migliore amico di Assad (un suo zio è ancora a Damasco, al servizio del regime). La seconda è che probabilmente l’intesa su Tlass da parte di sauditi e qatarioti non è più tanto salda: al Jazeera, braccio mediatico di Doha, ha smesso di caldeggiare la candidatura di Manaf come leader dell’opposizione. Potrebbe essere una ripicca contro al Arabiya, saudita, che ha avuto Tlass come ospite d’eccezione, ma è più facile che il Qatar abbia altri piani. Quali siano non si sa, ma anche nella famiglia dell’emiro qatariota Hamad Bin Khalifa al Thani è buona regola seguire quel che fanno le donne di casa (che sono tantissime, difficile stare dietro a tutte: tre mogli e tredici figlie). Le loro mosse, dall’amicizia con Asma raffreddatasi in tempi ben più ridotti rispetto alla presa di coscienza occidentale fino al gelo su Tlass, sono parecchio rivelatrici.